L’Effetto Parigi e il Divestment : come l’Accordo globale sul clima sta modificando i tradizionali modelli di investimento

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Lo scorso dicembre i rappresentanti di  195 Paesi si sono riuniti a Parigi per raggiungere un’intesa storica volta a contrastare il cambiamento climatico e accelerare la transizione verso un futuro sostenibile a bassa intensità di emissioni. Dopo due settimane di negoziati,  gli Stati sono giunti all’adozione di un accordo internazionale sul clima. Nella giornata di ieri, 22 Aprile 2016, gli stessi Stati si sono riuniti nuovamente a New York presso il quartier generale delle Nazioni Unite per firmare formalmente l’Accordo di Parigi.

Il mondo ha visto un aumento degli sforzi nella lotta al cambiamento climatico già nei mesi immediatamente successivi all’adozione dell’Accordo, che rappresenta un forte segnale a governi, aziende e società civile: tutte le parti, dai governi nazionali alle piccole imprese, devono impegnarsi a ridurre i rischi e gli impatti del cambiamento climatico. Questo segnale ha portato diverse istituzioni pubbliche e private ad allontanarsi dai combustibili fossili – causa del cambiamento climatico – e ad avvicinarsi ad un’economia sostenuta dalle energie rinnovabili.

La risposta degli investitori finanziari non si è fatta attendere: l’Accordo di Parigi ha accelerato la transizione già in atto nei modelli finanziari e di investimento e dato un ulteriore impulso al movimento per il Divestment , che continua a crescere in maniera costante.
Negli scorsi quattro mesi, infatti, diverse importanti personalità internazionali, dal commissario delle assicurazioni della California ai membri del personale accademico di Oxford e Cambridge, hanno aderito al movimento per il Divestment per proteggersi dai rischi finanziari legati al cambiamento climatico. Un crescente numero di città, nazioni ed istituzioni private hanno già spostato i loro fondi dalle holding dei combustibili fossili: tra queste spiccano il California Teachers Pension, il Norway’s Wealth Fund – il più grande fondo per il welfare al mondo – e il Rockefeller Family Fund.

Inoltre,  il settore privato e le imprese statali hanno avviato processi di valutazione della loro esposizione ai rischi derivanti dal riscaldamento globale, mentre governi e aziende stanno rivelando una crescente volontà di mettere un prezzo alle emissioni di carbonio, come dimostrato dalla proposta di Obama di una tassa sul petrolio pari a 10$ al barile e dall’annuncio da parte della Cina riguardo all’inclusione di 8 grandi industrie nel proprio mercato delle quote di emissione di carbonio. Analogamente, il settore finanziario sta mobilitando sempre più capitali nei green bonds sulla scia dell’Accordo di Parigi: la società di analisi finanziaria Moody’s ha stimato che dopo Parigi il mercato dei green bond potrebbe superare la cifra record di 50 miliardi di dollari nel solo 2016, di cui 1.5 miliardi emessi da un’unica compagnia, la Apple.

L’Accordo di Parigi ha dunque inviato un segnale forte e preciso al mondo intero: è il momento di intraprendere azioni incisive per contrastare il cambiamento climatico e passare ad un’economia sostenuta da energia pulita. I governi, le aziende, gli investitori e gli individui che hanno risposto a questa chiamata sono in crescita, e saranno sempre di più al diffondersi dell’Effetto Parigi in tutto il mondo.

 

Tradotto e riadattato da Climate Nexus.